Long Short Invest

Consulenza finanziaria e analisi tecnica della Bernasconi Consult

Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 9-10 gennaio 2021.

Grazie a massiccie misure di stimolo economico sostenute dalla FED con una politica monetaria estremamente espansiva la borsa americana ha iniziato il 2021 con una serie di nuovi record storici. L'Europa segue a distanza. Statisticamente questa spinta si esaurisce normalmente nella prima settimana di gennaio. Le borse in generale sono nuovamente ipercomperate e in eccesso di rialzo - gli investitori sono troppo ottimisti e speculativamente orientati al rialzo. I fondamentali economici vengono ignorati - la borsa americana é oscenamente cara - quelle europee sono relativamente a buon prezzo ma la fiducia nella capacità dei governi dell'UE di uscire dalla crisi é scarsa. Le premesse per una correzione delle borse sono ideali. La correzione é auspicabile ma non indispensabile. L'euforia potrebbe alimentare l'esuberanza e far continuare il rialzo fino ad una accelerazione esponenziale di tipo esaustivo.
Nelle prossime settimane capiremo se avremo un anno di borsa "normale" con modesti guadagni, un anno di esuberanza o la fine di questo bull market con un crash.
Gli investitori non possono tenere liquidità o obbligazioni in portafoglio poiché il loro reddito é spesso negativo - sono costretti a comperare azioni fino a quando non ce la faranno più.


Commento del 9-10 gennaio

Correzione impercettibile ed esplosione o correzione profonda ed ultimo modesto tentativo di rialzo?

Ci aspettavamo che il rialzo di novembre e dicembre proseguisse anche all'inizio del 2021. La spinta doveva però esaurirsi nel corso della settimana e l'S&P500 doveva fermarsi sui 3750 punti o salire al massimo ancora un +1% (significa un target a 3793 punti). In effetti l'S&P500 ha toccato venerdì un nuovo record storico a 3826.69 punti e ha chiuso poco più in basso a 3824.68 punti (+0.55%). Il fatto che l'indice sia salito fino a venerdì non é un problema - dopo la caduta di lunedì avevamo subito detto che il massimo segnalato dagli oscillatori sarebbe slittato di qualche giorno. Questo non mette in discussione la nostra previsione di un massimo significativo al quale deve seguire una correzione. Il problema é che l'indice é salito decisamente di più di quanto ci eravamo aspettati con una buona partecipazione e rotazione tra settori. È evidente che la speculazione non accenna a diminuire - anzi sta diventando più aggressiva più i traders hanno successo con la loro strategia long sul mercato delle opzioni. Abbiamo assistito ad un'accelerazione del Russell2000 (performance settimanale +5.75%!) e di alcuni titoli sui quali si accanisce la fantasia degli investitori retail come Tesla (venerdì +7.84%). A questo punto sorge il dubbio che la borsa stia preparando l'esplosione finale di questo lungo bull market.
Questo significa che la correzione che deve iniziare settimana prossima sarà debole e modesta - potrebbe limitarsi ad un consolidamento di una decina di giorni dell'S&P500 sui 3750-3800 punti. A questo potrebbe seguire un'accelerazione finale di tipo esaustivo con un target sui 4400-4500 punti per marzo-aprile. Da un punto di vista fondamentale questa variante é assurda ma trova la sua giusticicazione nella storia - ogni bull market é finito con valutazioni stratosferiche e speculazione rampante. Il comportamento degli investitori negli ultimi due mesi sembra suggerire che il party possa finire in questa maniera. La premessa - ripetiamo - é che la prossima correzione sia insoddisfacente - l'ipercomperato deve diminuire di poco (le RSI resteranno sopra i 50 punti, gli indici non scenderanno fino alle MM 50 giorni e gli investitori resteranno ottimisti / discesa del Fear&Greed Index sui 50 punti). L'alternativa é che ora c'é una normale correzione intermedia con una discesa dell'S&P500 sui 3500-3600 punti. In questo caso dopo ci sarà unicamente un ultimo tentativo di rialzo e l'S&P500 toccherà a marzo aprile "solo" un nuovo massimo storico marginale.
Insomma - siamo curiosi di vedere come inizia la nuova settimana e come si svilupperà la correzione.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +2.60% a 3645 punti
SX7E (banche)          +5.10% a 78.20 punti
DAX                         +2.41% a 14049 punti
SMI                          +0.88% a 10798 punti
FTSE MIB                  +2.52% a 22794 punti
S&P500                     +1.83% a 3824.68 punti
Nasdaq100                +1.68% a 13105 punti

Joe Biden entrerà in carica il 20 gennaio. Il partito democratico, dopo le elezioni in Georgia, ha ora la maggioranza sia nella Camera dei Rappresentati che al Senato. Il nuovo Presidente ha già annunciato l'intenzione di fissare un programma di investimenti trillionario per rilanciare la crescita economica - é riemerso il progetto di versare 2000 USD a ogni cittadino per sostituire le perdite create dalla pandemia e sostenere i consumi. La borsa é come al solito entusiasta al pensiero di questa pioggia di denaro. C'é solo una preoccupazione legata al rifinanziamento del debito come mostrano i tassi d'interesse in aumento (reddito sull'USTBond decennale a 1.13%!). L'aumento dei prezzi delle materie prime e acquisti nel settore industriale mostrano che gli investitori credono al successo di questa politica.
La settimana si é conclusa con una seduta di rialzo che ha permesso sia alle borse europee (Eurostoxx50 +0.62% a 3645 punti) che a quella americana (S&P500 +0.55% a 3824.68 punti) di toccare dei nuovi massimi. Questo é un segnale indiscutibile che la tendenza é al rialzo. Per ora non abbiamo segnali di vendita o d'inversione di tendenza. Gli indici sono però nuovamente ipercomperati e in eccesso di rialzo. Secondo gli oscillatori venerdì le borse dovrebbero trovarsi su un massimo ciclico. Le statistiche favoriscono dopo il rally di inizio anno l'inizio di una correzione. Da ultimo durante la settimana gli investitori sono ridiventati molto ottimisti (il Fear&Greed Index é passato in una settimana da 51 a 71 punti) e speculativamente orientati al rialzo. Normalmente a questo punto, malgrado che la spinta di rialzo sia possente, dovrebbe esserci per lo meno una pausa di consolidamento e un ritracciamento.

Sulla seduta in Europa c'é poco da dire. La dipendenza dall'America é palese - si può quasi parlare di vassallaggio. Gli indici hanno aperto con un balzo e poi si sono fermati. Hanno chiuso sotto il livello d'apertura (candele rosse sui grafici) e con modesti guadagni. La buona seduta a Wall Street ha influito sulle borse europee solo nel dopo borsa. L'Eurostoxx50 alle 22.00 valeva 3655 punti contro la chiusura ufficiale a 3645 punti (+0.62%).

L'S&P500 ha aperto su un nuovo record storico a 3823 punti. Poi la seduta ha avuto uno svolgimento irregolare con una discesa a 3802 punti, un recupero a 3814 punti seguito da una lunga pausa, un'improvviso vuoto d'aria fino a 3783 punti e un rally finale a 3826 punti. L'indice ha chiuso a 3824.68 punti - vicino al massimo e con un solido guadagno di 21 punti. Come giovedì é stata nuovamente la tecnologia a trascinare il listino (Nasdaq100 +1.28%) mentre il Russelll2000 ha dato segni di stanchezza (-0.25%). La debolezza del settore delle PMI ha influito sui dati della giornata che non sono brillanti (A/D a 3800 su 3558, NH/NL a 1146 su 145 e volume relativo a 1.0). La volatilità VIX é scesa a 21.56 punti (-0.81), il CBOE Equity put/call ratio é salito a 0.44 e il Fear&Greed Index é balzato a 71 punti (+5 punti) - nel complesso i dati sul sentiment mostrano investitori pericolosamente euforici.
I Summation Index sono saliti ma di poco.
La tendenza di fondo della borsa americana é saldamente al rialzo con l'86.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni ed il Bullish Percent Index sul NYSE a 78.68 punti.
Durante la settimana abbiamo notato un deciso aumento dei tassi d'interesse di mercato specialmente sull'USD. Sapete che all'inizio un aumento é un segnale positivo poiché mostra che gli investitori credono alla crescita economica - superati determinati valori l'incremento dei tassi d'interesse diventa però veleno poiché fà temere un cambiamento della politica monetaria e permette al mercato a reddito fisso di fare nuovamente concorrenza alle azioni. Vedremo dove si trova la soglia del dolore - secondo noi é circa a 1.5%.  
Il cambio EUR/USD é ridisceso a 1.2220 dopo un picco a 1.2349 - restiamo dell'opinione che la correzione delle borse deve essere correlata ad un calo del cambio - abbiamo venduto (shortato) EUR sopra gli 1.22.

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