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Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, lunedì 16 luglio, con alcuni giorni di ritardo (per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento) l'analisi del fine settimana del 14-15 luglio 2018.

Da settimane l'S&P500 oscilla tra i 2700 ed i 2800 punti. Nel frattempo il Nasdaq Composite ed il Nasdaq100 sono saliti su dei nuovi massimi storici - la tecnologia passa da un record al successivo e trascina il debole rialzo della borsa di New York. Le borse europee seguono a distanza e faticano a restare a galla.
Giovedì 12 luglio abbiamo pubblicato sul sito questo riassunto della situazione:
"Da mesi l'America sta sovraperformando il resto del mondo - la borsa americana passa da un record al successivo mentre l'Europa fatica a tenere il passo e la Cina precipita. È evidente che le borse mondiali potranno correggere o addirittura iniziare un bear market solo quando si verificherà un cedimento a Wall Street - di questo finora non si intravvede ancora nulla malgrado che a trainare il rialzo ci sono ancora pochi cavalli di razza. Basta guardare le performance 2018 per rendersi conto di cosa stiamo parlando. Ieri il Nasdaq100 (+1.69% a 7366 punti) e il Nasdaq Composite hanno fatto segnare un nuovo massimo storico. La performance 2018 del Nasdaq100 é del +15.16% - quella del Nasdaq Composite del +13.33%. Anche l'S&P500 (+0.87% a 2798.29 punti) quest'anno ha guadagnato terreno - per l'esattezza il +4.66%. L'Europa é ormai distanziata - l'Eurostoxx50 (+0.68% a 12493 punti) da inizio anno ha perso il -1.66% mentre il DAX (+0.61% a 3445 punti) è sceso del -3.29%. Il rialzo delle borse sta diventando molto selettivo. Sta guadagnando chi ha investito in America e anche qui bisognava essere capaci di essere nei settori giusti - in caso contrario si rischiava di essere distanziati dagli indici. Gli AGMAF (*), le azioni dei 5 colossi della tecnologia, sono responsabili di circa il 50% dei guadagni del mercato azionario americano. Anche ieri sera queste società anno trascinato il mercato con guadagni superiori al +2% - solo Apple (+1.68%) si é mossa come l'indice Nasdaq100. In Europa si sono in generale persi soldi. Si é salvato chi ha avuto la fortuna di scegliere alcuni mercati favoriti da una situazione politica e economica in miglioramento (Francia - CAC40, Olanda - AEX, Portogallo - PSI20) o ha giocato la tecnologia (TecDAX +11.78%).
Mano a mano le borse stanno cedendo e ormai resta solo l'America ed in America solo un limitato gruppo di azioni a continuare e tenere in vita il bull market. I nuovi massimi storici di ieri sera ci mostrano però che questo rialzo non é ancora finito."

Commento del 14-15 luglio

Partecipazione miserabile - questo rialzo é a corto di carburante

Nella settimana appena trascorsa la tecnologia, rappresentata dagli indici Nasdaq Composite e Nasdaq100 (+0.13% a 7375 punti) ha fatto segnare dei nuovi massimi storici. Per definizione un indice che raggiunge nuovi record é in una fase di rialzo confermata. La conseguenza é stata che l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti) invece che completare la formazione a testa e spalla ribassista con una distribuzione sui 2760 punti é salito sul nostro obiettivo alternativo a 2800 punti. L'ipotesi che da metà luglio deve iniziare una correzione piuttosto forte (obiettivo sui 2600 punti) é ancora valida ma manca di conferme. In pratica non sappiamo se settimana prossima il rialzo deve continuare o se invece dal nulla si verifica un'inversione di tendenza. Gli oscillatori mostrano una situazione di ipercomperato - gli indicatori di sentiment ci dicono che gli investitori sono molto ottimisti (VIX a 12.18 punti, -0.40) e speculativamente orientati al rialzo. I cicli ci dicono che a metà mese potrebbe verificarsi un massimo significativo. Insomma - esistono le premesse per l'inizio di una correzione ma il mercato azionario americano potrebbe anche continuare lentamente a salire come se nulla fosse. La tendenza di fondo della borsa americana é ancora debolmente al rialzo con il 56.2% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni - il Bullish Percent Index sul NYSE é a 59.87. D'altra parte l'S&P500 é bloccato da settimane tra i 2700 ed i 2800 punti - la MM a 50 giorni é in leggera ascesa a 2734 punti - le Bollinger Bands scorrono praticamento orizzontali e parallele tra i 2690 ed i 2814 punti - la tendenza dell'S&P500 é neutra e il mercato non sembra aver la forza per salire sostanzialmente più in alto. Dov'é il problema? Evidentemente a livello di partecipazione. La performance settimana di S&P500, Nasdaq100 e colleghi é positiva ma questo non appare per niente nel numero di titoli che raggiungono dei nuovi massimi di periodo. Confrontiamo il numero di nuovi massimi e nuovi minimi di una settimana fà con i numeri di questo venerdì. Abbiamo a 30 giorni NH/NL a 807 su 212 contro gli attuali 497 (!) su 331, a 90 giorni 542 su 92 contro 316 su 145 e a 120 giorni 360 su 65 contro 219 su 98 - raramente abbiamo osservato un simile deterioramento a livello di partecipazione in un mercato al rialzo. A questo punto esistono solo due possibilità - o improvvisamente e inaspettatamente il mercato riceve sostegno da settori al momento deboli oppure il mercato deve cadere (e pesantemente) appena i pochi settori forti come la tecnologia (già senza i semiconduttori, SOX -0.40%) per una ragione o per l'altra cominciano a perdere di valore.
La borsa americana é formalmente ancora al rialzo mentre quelle europee sembrano unicamente effettuare un rimbalzo tecnico all'interno di un ribasso di medio termine. Dopo la caduta di mercoledì gli indici azionari europei sono risaliti facendo tornare le performances settimanali di poco in positivo. Il rimbalzo di giovedì e venerdì é stato però deludente. Gli indici hanno recuperato pochi punti con moderati volumi e si sono fatti nettamente distaccare dagli americani. Il settore bancario é debole (SX7E +0.03% a 110.62 punti / performance settimanale del -2.23%) ed é sorprendente che Eurostoxx50 e colleghi siano riusciti a tenersi a galla malgrado questa zavorra. Sembra solo una questione di tempo fino alla prossima spinta di ribasso. I nostri indicatori proprietari basati sulla stocastica che usiamo per le posizioni tattiche a medio termine restano saldamente short su Eurostoxx50, DAX e FTSE MIB.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +0.20% a 3454 punti
DAX                         +0.36% a 12540 punti
SMI                          +1.88% a 8861 punti
FTSE MIB                 -0.15% a 21892 punti
S&P500                    +1.50% a 2801.31 punti
Nasdaq100               +2.34% a 7375 punti

Martedì le borse europee hanno toccato i massimi settimanali - in questa occasione hanno praticamente raggiunto i nostri obiettivi (3500 punti di Eurostoxx50 e 12600-12800 punti di DAX). Mercoledì sono precipitate e giovedì e venerdì sono risalite a fatica. Venerdì gli indici hanno aperto al rialzo tentando di copiare il rally della sera prima a New York. Dopo la buona apertura non hanno però fatto ulteriori progressi. La sera hanno chiuso al centro del range giornaliero e con moderati guadagni - sui grafici appaiono nuovamente delle piccole candele praticamente senza corpo e tipiche di un mercato senza stimoli. Solo l'SMI svizzero (+0.49% a 8861 punti) é riuscito a toccare venerdì un nuovo massimo settimanale e mensile. Gli altri indici invece sono tristemente rimasti ben lontani dai massimi di martedì. L'Eurostoxx50 ha aperto a 3454 punti - ha toccato un massimo a 3466 punti e un minimo a 3447 punti - ha chiuso a 3454 punti (+0.26%). Alle 22.00 valeva 3458 punti. Gli altri indici si sono comportati in maniera simile (DAX +0.38% a 12540 punti, FTSE MIB +0.47% a 21892 punti). Tecnicamente questa giornata non ci ha detto nulla di nuovo. Normalmente un rimbalzo tecnico dura al massimo tre giorni. Al più tardi martedì le borse europee dovrebbero ricominciare a scendere verso nuovi minimi annuali.

Venerdì la borsa americana ha fatto una pausa. Sullo slancio del rialzo di giovedì gli indici sono riusciti a guadagnare ancora qualche punto - si tratta però di briciole. In particolare l'S&P500 (+0.11% a 2801.31 punti - massimo giornaliero a 2804.53 punti) ha superato i 2800 punti ma non si può dire che abbia superato e rotto la resistenza costituita dal massimo del 13 marzo a 2802 punti.
L'S&P500 ha aperto a 2798 punti e all'inizio é ricaduto a 2791 punti. Poi é salito a verso le 17.10 ha toccato i 2704 punti. In seguito é oscillato in laterale in una manciata di  punti e ha chiuso a 2801 punti. Il Nasdaq100 ha seguito (+0.13% a 7375 punti).
La seduta al NYSE é stata equilibrata con A/D a 3480 su 3411, NH/NL a 497 su 331 e volume relativo a 0.9. Venerdì sono stati resi noti i risultati trimestrali di alcune grandi banche americane. Indipendentemente dai dati le azioni sono state vendute (JPM -0.46%, C -2.20%, WFC -1.20) - come temevamo sembra che questo trimestre i dati verranno presi come scusa per prese di beneficio. Vedremo cosa succederà quando arriveranno i risultati dei colossi della tecnologia e dei social media - si comincia lunedì con Netflix.
La nostra previsione per la borsa americana é invariata - settimana prossima a partire al massimo dai 2820-2830 punti di S&P500 e dai 7450 punti di Nasdaq100 deve iniziare una sostanziale correzione a medio termine. Questa coinvolgerà ovviamente anche le borse europee. Nel portafoglio abbiamo fissato dei limiti per aprire posizioni short.

(*) AGMAF é un acronimo che usiamo per definire le 5 società dominanti nel settore delle tecnologia e di maggior peso all'interno del Nasdaq100.
Si tratta di Apple, Google (+Alphabet), Microsoft, Amazon e Facebook.

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