Long Short Invest

Consulenza finanziaria e analisi tecnica della Bernasconi Consult

Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo con alcuni giorni di ritardo per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento, l'analisi del fine settimana del 7-8 novembre 2020.

Il 3 novembre si sono svolte le elezioni negli Stati Uniti. C'é voluta una settimana per sapere chi fosse il vincitore. Il prossimo Presidente degli Stati Uniti sarà Joe Biden, anziano (77 anni) uomo bianco democratico. La borsa americana ha festeggiato con un rally la fine dell'era Donald Trump.
L'S&P500 é salito fino a 3529 punti - il record storico a 3588 punti del 2 settembre non é lontano. La festa ha fatto dimenticare agli investitori i problemi del Paese - in particollare il Coronavirus continua ad imperversare e la seconda ondata in America é appena cominciata e rischia di essere peggiore della prima. Malgrado che la FED continui a sostenere l'economia ed i mercati finanziari con abbondante liquidità a basso prezzo le azioni sono troppo care.
Per l'analisi tecnica il potenziale di rialzo é praticamente esaurito e fino alla fine dell'anno prevediamo un'oscillazione in laterale intorno ai 3400 punti di S&P500.
Le borse europee, che copiano sempre l'America, hanno seguito il rally a Wall Street. Gli indici azionari sono tornati sui livelli di inizio giugno e molto probabilmente nelle prossime settimane non si allontaneranno di molto dai volori attuali (Eurostoxx50 a 3204 punti). 


Commento del 7-8 novembre

Una settimana le borse eravane ipervendute - ora non sono ipercomperate - chill out

La pandemia ed le elezioni negli Stati Uniti hanno provocato nelle ultime due settimane una forte volatilità. Prima c'é stato un'inatteso crollo - poi da lunedì di questa settimana c'é stata una possente spinta di rialzo che ha superato nella sua ampiezza tutte le previsioni. Una settimana fà aveva annnunciato un rimbalzo tecnico e l'inizio di una fase di rialzo a medio termine. Non ci aspettavamo un rally di dimensioni storiche (secondo migliore rialzo post elettoraler della storia). Un errore é stato sicuramente quello di voler scovare le ragioni del movimento e sulla base di questa interpretazione degli avvenimenti di voler prevedere le oscillazioni a breve. La borsa é salita infischiandosene della politica. All'inizio sembrava che Donald Trump potesse vincere - la borsa é salita. Poi pian pianino si é concretizzata l'elezione di Joe Biden a nuovo Presidente degli Stati Unti - la borsa é salita. Adesso i commentatori dicono che la borsa é salita poiché c'é una situazione di patta con un Presidente democratico e un Senato repubblicano. Forse era meglio dimenticare questi aspetti e limitarsi ad osservare i grafici e gli indicatori tecnici. I gap up da accelerazione e il superamento sulla slancio delle MM a 50 giorni erano un chiaro sintomo di forti acquisti - l'ottima performance del settore tecnologico un segno che poteva esserci una di quelle situazioni di massici acquisti speculativi che quest'anno più volte hanno sorpreso per la loro durata e intensità. Secondo noi l'S&P500 doveva salire tra novembre e dicembre sui 3500-3520 punti e poi tornare sui 3400 punti. Giovedì l'indice ha toccato un massimo a 3529 punti e venerdì ha chiuso a 3509.44 punti (-0.03%). Sui grafici dell'S&P500 e del Nasdaq100 noi abbiamo inserito una linea di trend discendente e abbiamo ipotezzato che il rialzo debba terminare su queste resistenze ed essere seguito da una correzione. Oggi dobbiamo leggermente modificare questo scenario. Gli indici azionari, malgrado il rally di settimana scorsa, non sono impercomperati e secondo gli oscillatori un massimo a corto termine verrà raggiunto solo a metà di settimana prossima. Sui grafici di parecchi settori leaders (come Health Care, Materials o Semis) abbiamo osservato delle rottura al rialzo sia sopra le linee di trend che sopra i massimi del 12 ottobre o i massimi del 2 settembre. Di conseguenza pensiamo che sullo slancio il rialzo possa avere una breve estensione. Ricordiamoci che la variante più probabile é sempre una continuazione del trend rispetto all'inversione di tendenza. L'inversione di tendenza può essere prevista e si verifica quando ci sono tre componenti: ipercomperato e/o ecceso di rialzo, resistenze e eccesso di ottimismo o euforia. Al momento vediamo che andiamo in questa direzione ma questa combinazione non c'é ancora. Infine il test di una resistenza (o un supporto) raramente sfocia in un raggiungimento preciso della stessa - o il mercato gira prima (come é avvenuto una settimana fà sul supporto a 3200 punti) o solo dopo una falsa rottura al rialzo (o al ribasso).
Di conseguenza la variante più probabile a questo punto é una modesta continuazione del rialzo ancora per un paio di giorni seguita ad alcune sedute di distribuzione necessarie per diminuire il momentum e permettere a tutti di abbracciare il rialzo post elettorale. Poi ci sarà una correzione più o meno intensa. Tornando a razionalizzare siamo convinti che gli Stati Uniti devono ancora fare i conti con la seconda ondata di Covid 19 - da loro arriverà in ritardo rispetto all'Europa e rischia di essere ancora peggiore considerando i festeggiamenti elettorali. Improvvisamente le borse si renderanno conto che con l'elezione di Joe Biden i problemi più immediati degli Stati Uniti non sono risolti.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             +8.31% a 3204 punti
SX7E (banche)          +6.34% a 57.03 punti
DAX                         +7.99% a 12480 punti
SMI                          +7.67% a 10322 punti
FTSE MIB                  +9.69% a 19681 punti
S&P500                     +7.32% a 3509.44 punti
Nasdaq100                +9.39% a 12091 punti

La seduta di venerdì é stata di scarso interesse. Come era logico pensare dopo il dinamico rialzo post elettorale le borse si sono fermate e hanno fatto una pausa.
In Europa la seduta é stata leggermente negativa (Eurostoxx50 -0.36% a 3204 punti). Gli indici hanno svolto una seduta in trading range e hanno chiuso al centro del range giornaliero. Dopo il party é giunto il momento di darsi una calmata e rilassarsi - chill out.
Notiamo che anche in questa settimana l'Europa ha seguito fedelmente l'America malgrado che l'evento dominante fossero le elezioni americane. In Europa non é successo nulla in grado di spiegare il rialzo delle borse.
A New York sembrava che la seduta potesse essere decisamente negativa. Invece a fine giornata l'S&P500 (-0.03% a 3509.44 punti) ha chiuso praticamente in pari mentre il Nasdaq100 ha ancora guadagnato una decina di punti (+0.11% a 12091 punti).
L'S&P500 ha aperto a 3504 punti e all'inizio é sceso fino a 3484 punti. Dopo questa reazione negativa a contatto con la resistenza i compratori si sono rifatti vivi. L'indice é risalito ad ondate e ha trascorso la parte centrale della seduta sui 3505 punti. Sul finale c'é stato ancora un tentativo di rialzo dai 3499 ai 3521 punti ma negli ultimi minuti l'S&P500 é ricaduto a 3509 punti.
La seduta al NYSE é stata negativa (!) con A/D a 3054 su 4348, NH/NL a 668 su 250 e volume relativo a 0.95. La seduta negativa é stata provocata dalla deludente performance del Russell2000 (RUT -0.96%). La volatilità VIX é caduta a 24.86 punti (-2.72), il CBOE Equity put/call ratio era molto basso a 0.41, il Fear&Greed Index é rimasto fermo a 40 punti (-1). Nel complesso vediamo che l'umore degli investitori in una settimana é cambiato radicalmente - non siamo però ancora a livello di pericoloso ottimismo. I Summation Index sono ancora saliti.
Gli indicatori che usiamo per determinare la tendenza di fondo in una settimana si sono rimbaltati (63.3% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e Bullish Percent Index sul NYSE a 56.76) - da ribasso si é subito passati a rialzo.

La festa delle borse scatenata dalle elezioni americane si avvicina alla fine - dopo la musica assordante e le danze é arrivato il momento di rilassarsi (come dicono i giovani - "chill out"). Non é però ancora ora di tornare a casa e alla realtà di tutti i giorni.

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