Long Short Invest

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Analisi tecnica mensile

Pubblichiamo oggi, martedì 6 marzo, con alcuni giorni di ritardo (per rispetto dei diritti degli abbonati al sito a pagamento) l'analisi del fine settimana del 3-4 marzo 2018.

Dopo un interminabile rialzo le borse tra fine gennaio e inizio febbraio hanno finalmente corretto. Il 9 febbraio gli indici azionari hanno toccato un minimo intermedio e sono rimbalzati. Ora stanno distribuendo in attesa di una seconda possente spinta di ribasso che deve svilupparsi nella seconda parte del mese di marzo. Questa fase é una sana fase di assestamento e di assorbimento degli eccessi. Non sembra l'inizio di un ribasso di lungo termine. La tendenza di fondo della borsa americana é al rialzo e dovrebbe restare tale ancora per mesi. Stranamente le borse europee sono tecnicamente e strutturalmente più deboli - la tendenza dominante é neutra. Evidentemente gli investitori preferiscono ancora puntare sulle società americane malgrado che fondamentalmente le azioni siano già molto care. In Europa le valutazioni delle borse sono moderate ma ci sono dei problemi che creano insicurezza come l'instabilità politica in molti Paesi e l'indebitamento pubblico.
I mercati sono sensibili agli aumenti dei tassi d'interesse. Molto probabilmente siamo all'inizio di un ciclo di lungo periodo - la fase deflazionistica e di politiche monetarie estremamente espansive si avvicina alla fine. Il processo é però ancora all'inizio e non bisogna aspettarsi vampate inflazionistiche né forti aumenti dei redditi dei titoli di Stato. Un ritorno alla normalità é però auspicabile. Questo significa che i redditi reali (tassi d'interesse nominali - inflazione) devono tornare positivi dopo anni in cui i risparmi hanno per saldo perso di valore.

Commento del 3-4 marzo

L'Europa perde la testa e tocca in anticipo nuovi minimi annuali - l'America segue alla perfezione l'analisi tecnica

Venerdì le borse dovevano scendere almeno la mattina e toccare un minimo intermedio. In effetti le borse europee hanno aperto in negativo, sono rimaste per tutta la giornata sotto pressione, hanno toccato un minimo verso le 17.00 e sono brevemente rimbalzate sul finale. Per saldo le perdite sono risultate pesanti e gli indici hanno in genere toccato dei nuovi minimi annuali. Non pensavamo che questo dovesse avvenire già venerdì visto che l'S&P500 era ancora circa 120 punti sopra il minimo annuale. Abbiamo sottovalutato la debolezza relativa delle borse europee - inoltre una volta che gli indici azionari si sono avvicinati ai supporti forniti dai minimi annuali e li hanno rotti gli investitori hanno ceduto alle emozioni e c'é stata una breve valanga di vendite da panico. Evidentemente c'é chi ha perso la testa e non si é accorto che nel frattempo a Wall Street la borsa stava recuperando terreno. Gli stop loss hanno fatto il resto.
L'Eurostoxx50 é caduto su un nuovo minimo annuale a 3316 punti ed ha chiuso a 3324 punti (-2.19%) - alle 22.00 però l'indice era ritornato a 3351 punti. Il DAX si é comportato alla stessa maniera - nuovo minimo annuale a 11877 punti, chiusura a 11913 punti (-2.27%) e rimbalzo nel dopo borsa fino ai 12002 punti. Chi ha venduto nel pomeriggio se ne pentirà almeno nel corto termine. Nel medio termine invece la correzione non é terminata. In America manca ancora una spinta di ribasso a testare i minimi annuali e in questa occasione le borse europee scenderanno decisamente più in basso dei records negativi raggiunti venerdì.
A Wall Street invece tutto é funzionato alla perfezione. L'S&P500 doveva scendere a testare il supporto a 2650 punti e rimbalzare. La borsa americana non sembra ancora pronta per l'attesa ulteriore e decisiva spinta di ribasso e quindi doveva rimbalzare e continuare a distribuire. L'S&P500 ha toccato un minimo a 2647 punti ed ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%). Pensavamo che la tecnplogia sarebbe stata ancora abbastanza forte da risollevare il mercato - in effetti il Nasdaq100, dopo una falsa rottura sotto i 6700   punti, ha guadagnato il +0.90% ed é tornato a 6811 punti. Settimana prossima il rimbalzo dovrebbe continuare e ci aspettiamo che l'S&P500 torni sui 2730-2750 punt e continui a distribuire. In teoria anche le borse europee dovrebbero recuperare terreno. Bisogna però osservare la reazione alle elezioni politiche italiane e alla conferma delle formazione di un governo di grande coalizione (CDU - SPD / Groko) in Germania prima di  poter dire se l'Europa sovraperformerà o sottoperformerà l'America. Le premesse sono che la debolezza relativa continui e quindi il rimbalzo dell'Eurostoxx50 e colleghi sarà anemico. Per il momento partiamo dall'ipotesi di un rimbalzo fino ai 3400-3425 punti di Eurostoxx50. Le prospettiva a medio termine si sono però deteriorate dopo che la scorsa settimana le borse sono ricadute e il mese di febbraio é terminato con una performance negativa. Nelle prossime settimane gli indici azionari delle maggiori borse europee ed americana devono cadere su un nuovo minimo annuale con panico e un impennata degli indicatori di sentiment. Solo il Nasdaq100 potrebbe salvarsi.

Le performance settimanali degli indici azionari sono state le seguenti:
Eurostoxx50             -3.32% a 3324 punti              
DAX                         -4.57% a 11913 punti
SMI                          -3.57% a 8628 punti
FTSE MIB                  -3.35% a 21912 punti
S&P500                    -2.04% a 2691.25 punti
Nasdaq100               -1.24% a 6811 punti

Venerdì le borse europee durante la seduta ufficiale non hanno dato segnali di reazione. Secondo gli indicatori gli indici sono ipervenduti e si trovano sotto i bordi inferiori delle Bollinger Bands. Di conseguenza un rimbalzo é molto probabile anche perché l'America si é mossa anticipatamente in questa direzione. Se lunedì, come pensiamo, gli indici europei tornano sopra i precedenti minimi del 9 febbraio, é molto probabile che non avremo solo un breve rimbalzo di alcune ore ma un rialzo di corto termine di almeno tre sedute. I massimi dell'inizio della settimana (26-27 febbraio) non verranno però più superati.
L'S&P500ha aperto in calo a 2663 punti e nei primi 15 minuti di contrattazioni é caduto sul minimo a 2647 punti - poi ha recuperato. Alle 17.30, quando ha chiuso l'Europa, era a 2663 punti - strano che Eurostoxx50 e colleghi hanno reagito poco. Poi ha continuato a salire e verso le 18.00 ha raggiunto i 2675 punti. È oscillato su questo livello fino alle 21.30 e infine si é involato fino al massimo a 2696 punti. Ha chiuso a 2691.25 punti (+0.51%) in quello che risulta essere un'altro reversal - questa volta positivo. La seduta al NYSE é stata positiva con A/D a 4675 su 2070, NH/NL a 300 su 657 e volume relativo a 1.0. La volatilità VIX é scesa a 19.59 punti (-2.88) - la CBOE Equity put/call ratio é a 0.71 (MM a 10 giorni a 0.63 e in aumento). I dati sul sentiment rimangono abbastanza buoni e questo ci dice che esaurito il rimbalzo e la fase di distribuzione ci deve ancora essere una possente spinta di ribasso. La tendenza di fondo della borsa americana é da neutra a negativa con il 19.56% dei titoli sopra la SMA a 50 giorni e il Bullish Percent Index sul NYSE a 53.90 punti.
Da fine gennaio l'analisi tecnica funziona bene e riusciamo nuovamente a prevedere con anticipo e sufficiente precisione le oscillazioni dei mercati specialmente in America. Stiamo ritrovando la fiducia nei nostri mezzi dopo che il lungo rialzo del 2017 aveva praticamente ibernato l'analisi tecnica - qualsiasi segnale non aveva conseguenze in un mercato che sembrava conoscere solo una direzione. Ora invece rialzisti e ribassisti si stanno dando battaglia ad armi praticamente pari e operare in borsa long e short sta ridiventando divertente, interessante e profittevole.

(*) AGMAF é un acronimo che usiamo per definire le 5 società dominanti nel settore delle tecnologia e di maggior peso all'interno del Nasdaq100.
Si tratta di Apple, Google (+Alphabet), Microsoft, Amazon e Facebook.

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